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Marzabotto si trova in provincia di Bologna ed è abitato sin dai tempi più antichi. Vi si trovano resti di una necropoli etrusca ed un interessante museo archeologico. Il paese è però più noto per l’eccidio compiuto dalle truppe naziste, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, nel territorio del Comune e in altri centri posti sulle colline di Monte Sole, nel quadro di un'operazione di rastrellamento di vaste proporzioni diretta contro le formazioni partigiane. Le vittime civili furono più di novecento. Marzabotto è tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione.
Domenica 5 ottobre, a Marzabotto è stato ricordato il 64° anniversario dell'eccidio del 1944, insieme al 60° anniversario della Costituzione italiana. Un numeroso gruppo di borgoticinesi e di sestesi, comprese le rappresentanze delle rispettive amministrazioni comunali (assessori Bellini e Buschini, consigliere Folino; presidente dell’Associazione combattenti e reduci Veneruso; assessore Pedretti di Sesto Calende), è stato presente alla commemorazione: la giornata è stata voluta come testimonianza di solidarietà, momento di ricordo e anche impegno a creare, attraverso la convivenza pacifica e civile, un'Italia che non debba più conoscere ingiustizie e stragi. E’ stata anche un’occasione per ricambiare numerosi la partecipazione dei rappresentanti del Comune di Marazabotto alla commemorazione dei martiri del 13 agosto.
LA CITTA' La cittadina di Marzabotto sorge lungo la via Porrettana, che unisce Pistoia a Bologna, a soli 25 km da quest’ultima. Le origini dell’abitato moderno sono piuttosto recenti e risalgono alla fine del 1700. L’importanza dell’abitato aumentò con la costruzione della ferrovia porrettana inaugurata nel 1864. L'ECCIDIO A partire dal 29 settembre fino al 5 ottobre 1944, Marzabotto fu vittima di una terribile rappresaglia nazifascista. Walter Reder, già autore dell'eccidio di S. Anna di Stazzema, guidò il battaglione che accerchiò e rastrellò la popolazione. Scopo dell’azione era l’annientamento della brigata partigiana “Stella Rossa”, diventata più pericolosa dopo che gli alleati avevano attaccato la Linea gotica. Nei vari assalti persero la vita numerosi partigiani fra cui lo stesso comandante Mario Musolesi. La rappresaglia contro la popolazione fu tremenda. Uno dei tanti esempi è ciò che avvenne in località Caviglia: i nazisti irruppero nella chiesa dove don Ubaldo Marchioni aveva radunato i fedeli per recitare il rosario; tutti furono sterminati a colpi di mitraglia e bombe a mano. Al termine della rappresaglia furono uccise 770 persone, in maggioranza donne e bambini. Le uccisioni continuarono anche successivamente. Alla fine della guerra tra Marzabotto, Monzuno e Grizzana si contarono 955 persone uccise per mano dei nazifascisti: tra queste 216 bambini, 316 donne, 142 anziani, 5 sacerdoti. Il Sacrario al centro della cittadina, che abbiamo visitato con intensa commozione prima della commemorazione ufficiale, riunisce i resti di 778 vittime civili e di partigiani deceduti nelle varie località del Comune di Marzabotto. Su tre grandi pietre tombali di marmo nero, sono ricordati i caduti di Marzabotto, di Monzuno, di Grizzana e di Castel d'Aiano, non raccolti nel sacrario o non identificati. Nei rimanenti vani della cripta sono stati raccolti i resti di 404 militari uniti spiritualmente alle donne, ai bambini ed ai vecchi sacrificati nella stessa guerra. In occasione di quest’ultima commemorazione l’associazione dei parenti delle vittime ha pubblicato il libro di testimonianze e immagini “I bambini del 44”, una copia del quale è disponibile anche nella nostra biblioteca.
I RINGRAZIAMENTI DEL SINDACO DI MARZABOTTO |